Memorie per la storia de' nostri tempi1856-1866

Margotti Giacomo

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Memorie per la storia de' nostri tempi

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Memorie per la storia de' nostri tempi

Margotti Giacomo

Memorie per la storia de' nostri tempi1856-1866

48,00 € 43,20 € Risparmi 4,80 € (10%)
Codice:ART583
ISBN:978-88-8155-574-1
Pagine:0
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Memorie per la storia de' nostri tempi

A cura di Angela Pellicciari

3 VOLUMI INDIVISIBILI

In questi tre volumi le Edizioni Ares ripropongono fedelmente in copia anastatica la monumentale opera ottocentesca di Giacomo Margotti Memorie per la storia dei nostri tempi, salvandola dall’oblio. Sacerdote e giornalista (caporedattore del quotidiano l’Armonia, poi direttore de L’Unità cattolica), amico del Papa (fu lui a coniare il motto, attribuito a Pio IX, «né eletti né elettori») e conosciuto nella Corte dei Savoia, Margotti (Sanremo 1823 – Torino 1887) fu elemento di primissimo piano nel panorama culturale e politico ottocentesco. In sei volumi, raccolti fin dalla seconda edizione nei presenti tre tomi, egli racconta il Risorgimento come lo ha vissuto giorno per giorno, dando dettagliata cronaca di quanto successe negli anni 1856-1866; in uno dei decenni, cioò, più arroventati della storia d’Italia, che si concluse con l’unificazione della Penisola nel segno del Piemonte sabaudo e di Cavour grazie all’appoggio straniero di Francia e Inghilterra.
Come un coraggioso giornalista d’inchiesta, Margotti ebbe una vita avventurosa e scampò miracolosamente a un attentato il 27 gennaio 1856; e quando, un anno più tardi, divenne deputato, la sua elezione fu arbitrariamente invalidata. Forse perché nella sua infaticabile attività pubblicistica l’Autore denuncia con un’infinità di dettagli – fattuali, documentali, economici, politici, ideologici, statistici, militari – l’inaudita violenza dell’élite risorgimentale, italiana ed estera, perpetrata in nome della libertà e della monarchia costituzionale contro la Chiesa cattolica e il popolo, che in essa si riconosceva. In effetti, in queste pagine si rivive in presa diretta come corruzione e tradimento siano state le armi principali utilizzate dal potere sabaudo nella campagna di unificazione, pervenendo a una lettura del Risorgimento assolutamente in controtendenza rispetto a tutta la storiografia tradizionale successiva. Questo perché, sottolinea la storica Angela Pellicciari nella sua introduzione, sono sempre i vincitori a scrivere la Storia e si tendono a cancellare le tracce degli oppositori che ne denunciarono soprusi e ingiustizie. Infatti, Margotti è oggi quasi del tutto sconosciuto, benché in vita abbia goduto di amplissima visibilità, guadagnandosi considerazione universale, destando ora ammirazione ora timore (tra gli avversari) per la profondità di analisi e di idee; e la stessa sorte è toccata a questa sua opera fondamentale, irreperibile nelle principali biblioteche. La presente iniziativa editoriale è tesa a colmare la lacuna.

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