Le statue di Gudea

Gargano Enrico

Giovinazzi Bruno

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Le statue di Gudea

Gargano Enrico

Giovinazzi Bruno

Le statue di Gudea

30,00 € 27,00 € Risparmi 3,00 € (10%)
Codice:ART511
ISBN:978-88-8155-499-7
Pagine:256
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Le statue di Gudea

Tra il 3500 ed il 3000 a.C. assistiamo nella Bassa Mesopotamia allo sviluppo dei primi agglomerati urbani sumerici, tra i quali primeggia quello di Uruk. Nascono quindi le città-stato, entità autosufficienti basate sulla diversificazione degli strati sociali, sulla loro collaborazione e integrazione. Punti fondamentali nella vita di queste comunità statali sono il «Palazzo» e la «Casa del dio protettore o della dea protettrice», ossia «il tempio»: il primo sede del potere laico e il secondo del potere religioso. La nascita delle città-stato sumeriche fu accompagnata da un altro evento di portata eccezionale per la successiva storia umana. Allo stesso periodo dello sviluppo urbano di Uruk appartiene infatti l’invenzione della scrittura: fissare graficamente le parole su supporti materiali fu l’invenzione più straordinaria e sconvolgente della fine del IV millennio e il merito di questa scoperta lo ebbero, senza ombra di dubbio, gli abitanti di Uruk.
All’inizio, di natura prettamente pittografica la scrittura si sviluppò in breve tempo in un sistema articolato di segni di tipo cuneiforme che erano contemporaneamente ideografici e sillabici, impressi su tavolette d’argilla per mezzo di stili fatti di canna o di metallo. Iniziò così la trasmissione del pensiero attraverso documenti scritti che da quelle epoche lontane hanno trasferito alla nostra conoscenza una immensa messe di dati su quelle lontane civiltà.
La città-stato di Lagaš fiorisce e si sviluppa tra il 2200 e il 2100 a.C. sotto la II Dinastia, iniziata dal sovrano Ur-Ningirsu I e terminata con Namma~ani, che ha il suo massimo esponente in Gudea, il cui nome nella nostra lingua significa «il chiamato» a governare la città, naturalmente dal suo dio protettore Ningirsu, il dio poliade di Lagaš.
È un periodo oscuro della storia mesopotamica a causa della dura e feroce dominazione dei Gutei, popolazioni barbariche scese dall’altopiano iranico che si impadroniscono della Mesopotamia centro-meridionale e detengono il potere per un centinaio d’anni; nonostante ciò varie città-stato sumeriche riescono a mantenere una loro indipendenza, magari pagando tributi ai dominatori, e tra queste si distingue appunto lo stato di Lagaš governato da Gudea.
La conoscenza che abbiamo del suo più importante e famoso sovrano è legata all’abbondanza di reperti scritti che ci sono pervenuti da quel lontano passato: le iscrizioni cuneiformi in lingua sumerica che ricoprono i famosi cilindri (A e B), le sue statue dedicatorie, le sue statuette di fondazione e innumerevoli frammenti di stele.
Dalle iscrizioni che descrivono la sua più importante attività edilizia, e cioè la costruzione dell’Eninnu, la casa del dio Ningirsu, apprendiamo che Gudea stabilì contatti commerciali con tutto il mondo allora conosciuto per far arrivare i materiali necessari sia alla costruzione del tempio sia alla produzione delle sue statue dedicatorie. Apprendiamo che dal paese di Magan (da identificare con l’Oman odierno) le sue navi importavano la diorite, materiale con cui venivano scolpite le statue; dai paesi di Melu~~a, Gubi e Dilmun (da identificare rispettivamente con l’India, l’Iran e l’isola di Bahrein) legname prezioso, ebano, e oro; dall’Amano (Libano) i cedri usati nella costruzione dell’Eninnu; da Tidanum, paese degli Amorrei, blocchi di alabastro. Le iscrizioni della Statua B e dei due Cilindri ci forniscono le notizie più dettagliate di questa vasta rete commerciale e soprattutto ci rivelano il fatto che il regno di Lagaš, sotto la guida di Gudea, ne aveva il pieno controllo.
È comunque certo che sotto il suo regno lo stato di Lagaš sembrò rifuggire da attività militari, solo nella Statua B (colonna V, 64-69) troviamo un accenno a una guerra condotta contro l’Elam: «Colpì con le armi le città di Anšan ed Elam e introdusse per Ningirsu il bottino nell’Eninnu», mentre visse sicuramente un periodo di pace e di prosperità e che Gudea svolse accuratamente la sua funzione di pastore legittimo del paese introducendo riforme amministrative e religiose, come lui stesso ci descrive sia nella Statua B sia nelle Statue E ed F.

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