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La pista Inglese
Luciano Garibaldi
La pista Inglese
Chi uccise Mussolini e la Petacci?

Pagine: 240
Codice ISBN: 978-88-8155-716-5

€ 16.00
sconto 10%: € 14.40



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Descrizione

TERZA EDIZIONE

Sulla morte di Benito Mussolini e di Claretta Petacci restano ancora solo nuvole nere. Che cosa accadde veramente tra Dongo e Bonzanigo nella giornata del 28 aprile 1945? Chi ha materialmente premuto il grilletto? Chi fu l’effettivo mandante? Questo libro fa il punto sulla «vulgata» ufficiale, evidenziandone le contraddizioni sia nelle argomentazioni sia negli stessi fatti. Gli unici elementi certi sono che insieme con Mussolini scompaiono l’ingente tesoro e i do­cumenti riservati che portava con sé; e che chiunque abbia abbozzato un tentativo di intervento a salvaguardia o recupero dell’uno o degli altri ha pagato nel sangue. Su tutti il valoroso «capitano Neri», ca­po di stato maggiore della brigata che arrestò Mus­solini, e la «Gianna», sua inseparabile compagna d’armi. Fu a lei che toccò di catalogare il cosiddetto «oro di Dongo» al seguito del convoglio fascista, che autorevoli fonti finora sottaciute attribuiscono alla proprietà degli ebrei, spogliati dalla polizia pri­ma della deportazione in Ger­mania. Un patrimonio che, nell’ipotesi suggestiva dell’autore, suffragata da una molteplicità di testimonianze convergenti in un’unica logica ricostruzione, potrebbe essere finito nelle casse dell’allora Pci; col tacito benestare dei servizi segreti inglesi, ma in cambio della documentazione sui contatti se­greti che il capo del fascismo intrattenne con Win­ston Churchill fino a poco prima della fine. Un’ipo­tesi che ha affascinato Massimo Caprara, segretario per vent’anni di Pal­miro To­gliat­ti, il quale nel saggio conclusivo La pista inglese vista da Botteghe Oscure consegna im­portanti rivelazioni.



Recensioni
Il Borghese gennaio2017: «Le novità sulla Il Borghese gennaio2017: «Le novità sulla "pista inglese"»

L'autore

Luciano Garibaldi (Roma, 1936) è giornalista professionista dal 1957; dal 1958 al 1968 è stato collaboratore del settimanale Tempo.
Nel 1964 ha pubblicato a puntate, su diversi quotidiani nazionali, una ricostruzione storica dell'attentato a Hitler del 20 luglio 1944, realizzata intervistando i superstiti di quell'evento.
Nel 1968 entra in Cecoslovacchia, primo giornalista italiano, il giorno seguente all’invasione sovietica. Dal 1969 è inviato speciale del settimanale Gente.
Nel 1974 è assunto dal Giornale di Indro Montanelli. Caporedattore centrale di Gente nel 1976, nel 1984 ha ricoperto lo stesso ruolo nel quotidiano La Notte. Dal 1986 al 1994 ha collaborato alla terza pagina di Avvenire; tra il 1992 e il 1995 è stato editorialista de L'Indipendente e poi del Giornale.
Attualmente collabora con le riviste Studi Cattolici, Il Timone e Storia in Rete, oltre a dirigere il periodico «MIX Magazine, la rivista dei Cinque Sensi».
Ha pubblicato numerosi libri dedicati alla storia d'Italia contemporanea, ai personaggi e alle guerre del Novecento. Alcuni suoi libri sono stati tradotti in otto lingue, tra cui il cinese.