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Studi cattolici n. 695 - gennaio 2019

In questo numero

25/01/2019

IN QUESTO NUMERO

«L'anti-intellettualismo dei populisti»: l'editoriale di Cesare Cavalleri.

I toni esasperati e la rabbia sembrano i sentimenti dominanti del nostro tempo: per comprendere come orientarli verso un orizzonte di perdono e pacificazione, Michelangelo Peláez ha analizzato a p. 4 Rabbia e perdono (Il Mulino), l’intensa riflessione della filosofa Martha Nussbaum. - L’attenzione per Dante cresce di anno in anno: nello Studio a p. 18 Silvia Stucchi aggiorna sulle principali iniziative editoriali che riguardano il Sommo poeta.

Due recenti articoli scientifici si sono pronunciati in modo opposto sull’autenticità del sangue della Sindone: Emanuela Marinelli, docente presso il Centro Romano di Sindonologia e autrice dell’accurato Sindone – Storia e misteri (Odoya), si è pronunciata inequivocabilmente a favore della Reliquia: la sua serrata «difesa» a p. 14. - Quanti anniversari nel 2019! A p. 24 c’è la mappa di Gianmaria Bedendo, titolare di Datastorica: da non perdere i 500 anni della partenza di Cortés per il Messico, il 200° compleanno di Melville o i 100 anni della nascita di Fausto Coppi.

Michail Gorbaciov è stato l’ultimo segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica: il suo nome è legato all’inizio della perestrojka che gli valse il Nobel per la Pace del 1990: lo ha incontrato Claudio Pollastri a p. 52. - La cattura di Cesare Battisti ha acceso le pagine di tutti i giornali: l’intervento di Arrigo Cavallina, ex «cattivo maestro», è un aiuto concreto per riflettere su verità e giustizia oltre le polarizzazioni mediatiche (p. 48). - A p. 42, Lodovico Festa analizza senza pregiudizi lo scenario politico che si è aperto con il nuovo anno.

C’è un grande ritorno della letteratura di montagna: a p. 38 Lorenzo Revojera traccia il profilo di Charles Ramuz, ingiustamente caduto nell’oblìo. - Dal Trattato di Horapollo alla Stele di Rosetta, la decifrazione dei geroglifici è stata un’epopea straordinaria: l’egittologo Alessandro Roccati la compendia per noi a p. 32. - Lo scorso 10 dicembre è morto Robert Spaemann, uno dei più influenti filosofi della contemporaneità: a p. 22 il saluto di Leonardo Allodi, che per Ares aveva tradotto Fini naturali – Storia & riscoperta del pensiero teleologico.

La nuova stagione della Scala è stata inaugurata dall’Attila di Giuseppe Verdi, che ha per protagonista il basso Ildar Abdrazakov: è stato uno straordinario successo di critica e di pubblico, eppure il nostro Massimo Venuti ha trovato alcune ombre a p. 60. - Tra le nuove serie cult di Netflix c’è la tenebrosa Hill House: l’ha guardata per noi, vincendo la paura, Erica Gallesi a p. 58. - Lo zoom del Teatro è sull’Elvira di Toni Servillo, uno spettacolo fulminante, che Vincenzo Sardelli recensisce a p. 66.

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