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Studi cattolici n. 698 - aprile 2019

In questo numero

02/04/2019

IN QUESTO NUMERO

Editoriale di Cesare Cavalleri

Nella nostra epoca di neopositivismo scientifico, si rischia di assimilare ogni forma di digiuno all’anoressia: a p. 244 Franco Poterzio, medico psichiatra, già docente nell’Università di Milano e nel Campus Biomedico di Roma, esamina la distinzione tra la patologia dell’anoressia e le varie forme di digiuno, concentrandosi in particolare su quello religioso e sulla figura di Caterina da Siena.

La spiritualità «esicasta», diffusa in età patristica e medievale nell’Oriente cristiano, trae il proprio nome dal termine greco hesychía, che significa «quiete, tranquillità». Nello Studio di p. 252 Matteo Andolfo, filosofo specializzato nel neoplatonismo cristiano, delinea i tratti di questa forma di spiritualità, a iniziare dall’idea centrale della conversione alla propria interiorità per cogliere in essa
la presenza di Dio, verso cui trascendersi con l’aiuto indispensabile della Sua grazia.

Giorgio Rumi è stato uno storico libero, di forte impegno civile e con una predilezione verso il cattolicesimo liberale: un ampio bilancio del suo magistero è tracciato a p. 262 da Fernando Mezzetti.
Le prossime Europee saranno decisive anche per gli Interni dei diversi Paesi: molti gli spunti di riflessione dagli «Orizzonti» di Lorenzo Ornaghi a p. 260; per le «rinnovate ambizioni del PD» c’è la «Piazza quadrata» di Dino Basili a p. 265.
Esteri: Roberto Rapaccini mette a fuoco i rapporti USA-Russia, il fondamentalismo islamico e il balzo in avanti della Cina (p. 286).

Ci sono sorprendenti paralleli tra il pensiero di Simone Weil, papa Montini e san Josemaría Escrivá: è il suggerimento dell’inedito itinerario proposto da Giorgio Faro a p. 276.
Giovanna d’Arco è una figura che continua a conquistare biografi, romanzieri come cineasti: Alberto Leoni a p. 272 ricorda il suo slancio nel crudo contesto delle guerre di religione d’Europa.
Presto sarà canonizzato il card. John Henry Newman: a p. 266 Roberto Cutaia ricostruisce la genesi della sua conversione approfondendo in particolare il suo debito con Antonio Rosmini.

Io sono Mia, il biopic dedicato a Mia Martini (intepretato da una splendente Serena Rossi), è stato accolto con una standing ovation di critica e pubblico: a p. 302 Erica Gallesi spiega il perché.
È ritornato il tormentato Medioevo del Nome della Rosa grazie all’omonima serie tv che ha per protagonisti John Turturro e Rupert Everett: i divi hollywoodiani sono stati inseguiti e raggiunti
da Claudio Pollastri a p. 304. Per il cinema, Silvia Stucchi si emoziona per Domani è un altro giorno, mentre stronca senza appello l’horror Ancora auguri per la tua morte (p. 298).

In chiusura la classifica con i consigli di lettura (p. 317)

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