Storia di Arduin ovvero Arduin il Rinnegato

Da Silvana De Mari il prequel fantasy de «L’Ultimo Elfo»

03/12/2017

Per il il book trailer clicca qui

È sufficiente un nome, solo un nome a definirci? No, non lo è. Ciascuno di noi cresce e muta molte volte nel corso della sua esistenza. Un nome, un solo nome non può bastare a dire chi siamo. Ogni essere umano sa che non può esistere una vita senza mutamento e che ciascuno di noi è molti nomi, molte cose. Sa anche come, lungo il percorso di una vita i concetti di Bene-Male e i confini che dovrebbero tenerli ben distinti si facciano sfumati, permeabili. Quello che sta da una parte – che da sempre deve stare da una sola parte – si sposta, si trasforma, ci cambia. Ma più è scomoda, più questa verità si disperde in mille rivoli, si nasconde, si occulta, viene negata. Tutta la saga fantasy che Silvana De Mari ha creato negli anni, a partire da L’Ultimo Elfo, racconta questo intricato percorso sulla verità di sé stessi, narrando di Arduin, il Signore della Luce. Un eroe che viene sì ricordato in innumerevoli pergamene, ma per accenni, che ne deformano la storia, talvolta negandola. Come spesso accade nella nostra Storia, anche nel mondo creato da De Mari quello che non rientra in un quadro di concepibilità viene spesso, espunto, tagliato, dimenticato. Così per tutta la saga viene cancellato un dettaglio: Arduin in realtà si chiama Arduink, ed è un orco. Un orco che ha oltrepassato il confine con la terra degli uomini per amore di Giada, la principessa guerriera, e affinché non si uccidano più i bambini. Questo senza mai rinnegare le sue origini, senza dimenticare mai di essere un orco. Ora Silvana De Mari, con Arduin il Rinnegato, raccoglie e ordina le tessere del mosaico con cui ha costruito la saga che l’ha resa celebre. È qui infatti, in questo racconto atroce e struggente, in questo potente romanzo di formazione, che si narra come tutto ebbe inizio. Nelle pagine dense di eventi e personaggi indimenticabili Arduink si fa Arduin. Nella caduta della consonante sta il suo caricarsi di vari fardelli: essere disconosciuto dalla sua razza, salvare gli uomini dallo sterminio, indicare loro le vie del coraggio e dell’accettazione dell’altro. Non sarebbe possibile altrimenti far comprendere come il destino di ognuno non sia mai segnato in partenza. Ma con Arduin il Rinnegato, De Mari racconta anche come il nome con cui ci appellano non possa individuare da solo chi siamo veramente. Ancora una volta i suoi personaggi mostrano ai lettori quanto «noi siamo le nostre scelte». L’evocativo booktrailer di Arduin il rinnegato è stato sceneggiato e diretto da Peter Pira, con le bellissime musiche originali del maestro Stefano Burbi – costruito intorno al nome del protagonista, dai molti nomi che lo formano, evidenzia proprio tutta l’importanza del libero arbitrio. Niente definisce meglio un uomo delle proprie scelte e dell'accettazione di quanto esse producono. Un orco, restando al romanzo, quindi è anche un figlio, un padre, un traditore, un eroe, un amato, un amico. Vedere la complessità che alberga dentro ciascuno, porta a comprendere la sua unicità e quanto essa vada tramandata. Grazie anche alla saggezza dei draghi…

Il  costruito intorno al nome del protagonista, dai molti nomi che lo formano, suggerisce l’importanza del libero arbitrio. Niente definisce meglio un uomo delle proprie scelte e dell'accettazione di quanto esse producono. Un orco, restando al romanzo, quindi è anche un figlio, un padre, un traditore, un eroe, un amato, un amico. Vedere la complessità che alberga dentro ciascuno, porta a comprendere la sua unicità e quanto essa vada tramandata. Grazie anche alla saggezza dei draghi…

Sergio Rotino

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